Regaliamo anche il Casinò?

A maggio dell’anno scorso abbiamo denunciato che il gruppo Percassi non aveva firmato la convenzione con il comune per la gestione del Casinò.

Il Sindaco ci aveva rassicurato dicendo che la concessione: “sarà sottoscritta con S.P. Resort srl nelle prossime settimane.”

I mesi passano ma la concessione non viene sottoscritta. Con stupore scopriamo che l’ultima concessione firmata risale al 2005!

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Riflessioni sul Casinò

Tempo fa scrivemmo un paio di articoli sui casinò e il gioco d’azzardo.

Ci si chiedeva se l’apertura di una sala da gioco nel nostro comune fosse una strada percorribile, indipendentemente da posizioni ideologiche contrarie o favorevoli al gioco d’azzardo.

Il 30 settembre è uscita su l’Eco di Bergamo un’intervista a Don Cristiano Re, direttore dell’Ufficio Pastorale Sociale al quale vengono poste le stesse domande.

Le risposte, oltre a dimostrare uno studio e una conoscenza approfondita del problema e della nostra valle, sono veramente interessanti e spunto di riflessione.


«È il Casinò che serve a San Pellegrino o è la Val Brembana, con la sua fragilità e permeabilità economica, che finirà col servire ciò che ruota attorno a una grande sala da gioco?».

La domanda condensa in sé le riflessioni fatte a 360 gradi, partite dall’Ufficio Pastorale Sociale e del Lavoro con alcuni sacerdoti, che tengono insieme valutazioni etiche attorno alla questione del gioco d’azzardo e proseguite con approfondimenti economici, giuridici e sociali relativi alla proposta di apertura di un Casinò a San Pellegrino.

Un lavoro attento, «ma nonostante ciò, molti dubbi sono rimasti – spiegano il direttore don Cristiano Re e i suoi collaboratori – e come tali li vorremmo condividere con i parlamentari che a Roma rappresentano il territorio e le sue istanze, senza la pretesa di dare risposte, ma con la convinzione di porre domande opportune».

Vediamo in seguito quali.

Don Re, partiamo dalla sua domanda provocatoria. Lei parla di una valle fragile.

«La nostra amata valle oggi soffre di molti mali: ritardi infrastrutturali, mancanza di investimenti produttivi, disoccupazione, quindi comprendiamo quanto sia importante non trascurare gli aspetti economici sul terreno. Altrettanto crediamo sia doveroso interrogarsi e valutare quel che accade dentro e fuori le quattro strutture (Campione d’Italia, Sanremo, Venezia e Saint Vincent) già oggi esistenti in Italia. Noi ci abbiamo provato con i nostri strumenti, e il quadro che ne è emerso è davvero infelice».

Quale quadro è emerso?

«I bilanci sono in sofferenza, l’occupazione è in calo, la gestione non eccelle per trasparenza, e rispetto al cosiddetto indotto qualche “effetto collaterale” non trascurabile c’è stato negli anni, anche recenti: piccolo commercio messo sotto pressione, usura, riciclaggio dei proventi del traffico di stupefacenti e prostituzione, tutti regali che la criminalità organizzata si porta in dote sfamando i propri appetiti attorno al business del gioco d’azzardo quale grande strumento di “lavaggio” di denaro. È evidente che generalizzare aprioristicamente non serve, ma è altrettanto chiaro che non si può restare indifferenti davanti alle relazioni della Procura nazionale Antimafia. È impensabile non considerare questo profilo con responsabilità, i rischi vanno ponderati, magari illustrando pubblicamente numeri, tempi e valutazioni logistiche».

Torniamo in valle: come viene percepita dalla gente l’ipotesi della riapertura del Casinò?

«In valle la gente si chiede dove verrebbe collocata la sala da gioco: nel Grand Hotel o altrove? Alla fine qual è il progetto d’insieme? Riempire un immobile storico di gran fascino o dare una nuova speranza a tutta la valle portandola oltre le discussioni sul monumento di Arlecchino o i ticket per la raccolta dei funghi? Non sta a noi ovviamente dare queste risposte, a noi però sta a cuore l’ansia della gente verso il futuro e le aspettative alte che si stanno generando: quali sono le reali prospettive di occupazione locale? Quali clienti richiamerebbe? Insomma, quale domanda turistica verrebbe attivata? Rispondervi oggi permetterebbe di definire e programmare per tempo un’offerta (anche formativa) adeguata».

Queste domande qualcuno comincia a porsele?

«A volte ci pare che il dibattito scivoli su altro generando equivoci che confondono i cittadini, ad esempio inducendo a credere che esista un gioco sicuro e controllato dentro le mura di una grande sala da gioco (quindi buono) e un gioco pericoloso, da avversare (quindi cattivo) perché sparso qua e là sul territorio».

Infatti in passato più persone (anche politici) hanno sostenuto pubblicamente che il casinò sia uno strumento utile a contenere l’avanzare della piaga della ludopatia…

«Tesi senza alcun fondamento. Il massimo esperto nazionale del fenomeno dell’azzardo, Maurizio Fiasco, proprio a Bergamo ha spiegato come non vi sia alcun automatismo inversamente proporzionale tra apertura di grandi sale da gioco e spegnimento di macchinette in bar tabaccherie o piccole sale slot, e che anzi tale presenza creerebbe un humus ancor più fertile, un clima favorevole, un abbassamento delle barriere immunitarie collettive verso un fenomeno che invece va combattuto senza quartiere ad ogni livello. Anche psicologicamente».

Psicologicamente ed eticamente.

«È su questo terreno che si gioca la vera partita della Chiesa. Sul piano etico abbiamo il dovere di dire parole ferme e coerenti con il messaggio evangelico: un modello sociale di crescita del benessere basato sull’aleatorietà, sul gioco d’azzardo, non è certo quanto auspicato dalla dottrina sociale della Chiesa e non è compatibile con il perseguimento del Bene comune. Spesso, in nome dell’esaltazione della libertà individuale, si passano scelte che finiscono col mortificarla pesantemente: si deve poter giocare liberamente fino al punto da non essere più liberi di smettere? È proprio il trionfo della “Libertà della dipendenza”, drammatico ossimoro dei nostri tempi…».

Nel 2016 gli italiani hanno «giocato » 95 miliardi di euro, un record.

«Già immaginare cosa potrebbero generare 95 miliardi di euro annui investiti in turismo, beni culturali, tutela del territorio, tecnologia, ricerca, o anche solo in infrastrutture e mobilità, dovrebbe portare immediatamente a un’inversione di rotta. Ma a rendere ancor più grave la deriva verso l’azzardo è la convinzione che lì vi sia una prospettiva di crescita, gratificazione e benessere ottenuti senza fatica, sacrificio, tempo, capacità, intuizione, coraggio. Senza ciò che, invece, è sempre stata la forza del dna bergamasco e brembano».

Eppure per 10 anni, dal 1907, proprio in terra brembana venne aperto il casinò.

«Pensare che siano bastati meno di dieci anni di apertura del Casinò a San Pellegrino a mutare questo dna, a integrarlo, e arrivare per questo a dire che il gioco fa parte del tessuto imprenditoriale e culturale della nostra valle, è certamente una forzatura che non rende giustizia al suo passato. Temiamo, e lo diciamo col cuore in mano, che sia anche un azzardo per il suo futuro».

(da “Eco di Bergamo” del 30 settembre 2017)

 

Il gruppo SorGente

La gestione del Casinò

Qualche tempo fa ci siamo accorti dell’avanzato stato di degrado del Parco del Casinò per il quale, negli anni precedenti, è stato effettuato un intervento di riqualificazione con una spesa di circa 250.000€ di soldi pubblici.

Per vedere a chi spettasse la manutenzione del parco abbiamo richiesto la convenzione per la gestione del Casinò.

La risposta ci ha lasciato esterrefatti: la convenzione dal 2013 è in corso di revisione e non è ancora stata sottoscritta.

Abbiamo quindi chiesto al Sindaco con quale titolo la società S.P. Resort gestisca il casinò, come mai la convenzione non è stata sottoscritta, cosa ha fatto l’amministrazione per superare questa situazione e, alla fine, a chi spetta la manutenzione del parco?

Passato un mese il Sindaco ci risponde:

  • il 7 aprile 2017 è stato approvato in Giunta il testo definitivo della concessione
    (che comunque non è stata sottoscritta dal privato)
  • la nuova convenzione sarà sottoscritta nelle prossime settimane
    (dal 2013, proprio ora… che coincidenza)
  • la struttura è comunque gestita dalla SP Resort nel rispetto dei contenuti della convenzione da sottoscrivere
  • la manutenzione spetta alla SP Resort (che quindi non rispetta l’accordo)
  • il comune ha rappresentato più volte verbalmente la necessità di effettuare la manutenzione (verbalmente?)

Dal nostro punto di vista la situazione è grave sia per la società SP Resort che a tutt’oggi, senza motivazioni, non ha sottoscritto la convenzione, ma soprattutto per quanto riguarda l’amministrazione che non adotta i provvedimenti necessari per la tutela dell’interesse pubblico:
“gliel’abbiamo detto” non è sufficiente!

Confidiamo che la questione si possa risolvere.

Anche visto che, parallelamente alle nostre sollecitazioni, a detta del Sindaco, la situazione si sta già muovendo.

L’Accordo di Programma – Parte 2

Eccoci arrivati alla prima modifica dell’Accordo di Programma, che avviene tre anni dopo l’accordo originale.

Prima integrazione all’Accordo di Programma (2010)

Come il precedente, è un accordo tra regione, provincia, comune, Sviluppo San Pellegrino s.r.l. e S.P. Resort s.r.l (già San Pellegrino Corporation s.r.l.).

Bisogna premettere che nell’ottobre 2007 – quindi appena qualche mese il primo accordo – il Collegio di Vigilanza dell’Accordo di Programma (costituito dai soggetti pubblici promotori e privati aderenti), ha adeguato l’Accordo di Programma stesso alle decisioni assunte dalla Regione Lombardia con D.G.R. 15/06/2007 n. VIII/004886 (erogazione fondi aree sottoutilizzate) con riguardo ad aspetti di natura esecutiva con particolare riferimento ai contributi erogati.

i contributi restavano di fatto invariati ma vengono modificate le destinazioni:

  • intervento di infrastrutturazione e risanamento ambientale (€ 5.434.000, aggiunti € 4.434.000)
  • ampliamento dell’Istituto Alberghiero (€ 1.500.000)
  • recupero del Grand Hotel (€ 1.500.000)

A questi si deve aggiungere – per arrivare ai previsti € 10.500.000 iniziali – il contributo al comune per acquisto centro termale ridotto  a € 2.065.000 (tolti € 4.434.000).

Si parte quindi con i progetti  e  le opere di infrastrutturazione. L’accordo indica infatti come  già realizzati tre interventi  finanziati dalla regione.

L’accordo prende atto di “uno scostamento dei tempi di attuazione previsti dal Cronoprogramma e una lievitazione dei costi e dei finanziamenti necessari alla realizzazione del Programma rendendo necessaria una modifica e integrazione all’Accordo di Programma riguardante in particolare gli interventi di maggiore rilievo per il rilancio turistico della cittadina termale quali: il Casinò municipale, il Nuovo Centro Termale e l’ex Grand Hotel in parte coperti da nuovi finanziamenti regionali.

Le modifiche principali

Per quanto riguarda il Casinò municipale sono in corso i lavoro per il primo lotto (€ 1.300.000) e dovrà seguire il secondo lotto (€ 900.000). Il comune richiede alla regione nuovi finanziamenti per la ristrutturazione del teatro.

Per quanto riguarda il Nuovo Centro Termale rimane l’acquisizione da parte del Comune ma si passa dai € 13.000.000 previsti (ricordiamo finanziati al 50% dai fondi regionali al 50%  dalla cessione Paradiso/Vetta e dalla concessione di gestione) a € 16.000.000 più € 4.000.000 per i parcheggi: totale € 20.000.000.

In aggiunta, come scritto sopra, parte del vecchio contributo regionale per l’acquisto è stato precedentemente spostato sugli interventi infrastrutturali e quindi passa da € 6.500.000 a € 2.065.000. Ci si accorda quindi così: i parcheggi rimangono di uso pubblico ma  di proprietà del privato e si incrementa il finanziamento regionale per € 5.934.000.

Per quanto riguarda il Grand Hotel il costo complessivo del recupero, a seguito di analisi più approfondite sull’effettivo stato di conservazione, passa da € 24.000.000 a € 46.665.0000. In particolare il costo del secondo lotto (seconda fase a finanziamento pubblico da reperire) passa da € 7.500.000 a € 18.650.000. A causa delle particolari condizioni di degrado non risulta più possibile la parziale riattivazione del piano rialzato che era prevista con un investimento privato. Il costo per la riattivazione definitiva (terza fase finanziamento privato) passa da € 15.900.000 a € 2.235.000 più ulteriori € 2.500.000 per annessi parcheggio multipiano e parco abetaia)

La regione aggiunge un contributo di € 9.236.688 per l’acquisto del Centro termale da parte del comune, per ristrutturare il Teatro del Casinò e del Casinò stesso e un intervento alla vetta (recupero Grotte del Sogno).

Riassunto

Il comune deve acquisire il nuovo Centro termale per non più di € 16.000.000 (con esclusione però del parcheggio).

Più o meno come nell’accordo precedente il privato deve realizzare il nuovo Hotel Terme (che rimarrà privato), costruire il nuovo Centro Termale comprendente anche spazi polifunzionali, costruire il parcheggio e i vari interventi commerciali/residenziali comprendenti l’Ostello studenti. Viene aggiunto un intervento di recupero e di ristrutturazione dell’ex Hotel Milano (il vecchio Hotel Terme). Deve ristrutturare e ampliare l’Hotel Vetta, eseguire interventi residenziali in località Paradiso e la realizzazione diretta delle infrastrutture urbanizzative primarie e secondarie per gli interventi appena citati. Avrà in concessione il Casinò per trenta anni.

Per il Grand Hotel si rileva un incremento dei costi di recupero e l’impossibilità dell’immediata attivazione del piano rialzato.

Ri-riassumendo

Intervento Accordo
Centro termale Gli accordi rimangono validi. Aumentano i costi. Le terme verranno cedute al comune ma il parcheggio (€ 4.000.000) rimarrà privato ad uso pubblico.
Hotel terme Investimento privato . Si introduce  anche la ristrutturazione del vecchio Hotel Milano.
Grand Hotel Aumentano notevolmente i costi. Viene abbandonata l’idea di una rapida attivazione del piano rialzato dal parte del privato. Si cercano fondi per la ristrutturazione relativa alla seconda fase.
Istituto alberghiero Nulla cambia. Viene ceduto dal comune e acquisito dalla provincia (in cambio del Grand Hotel che passa al comune) che lo amplia.
Funicolare Nessuna novità. Il privato predisporrà studio di fattibilità. Il costo del ripristino non è coperto (fondi da reperire).
Albergo Vetta Nessuna novità. Acquisito dal privato in cambio del Centro termale che viene ceduto al comune.
Paradiso Nessuna novità. Acquisito dal privato in cambio del Centro termale che viene ceduto al comune.
Casinò e Teatro Investimento pubblico (nell’ambito della proroga della concessione). Vengono aggiornati contributi regionali
Ostello per studenti Realizzato dal privato, in affitto alla provincia per 100 anni.

schema2010

Parte economica

Come nella scorsa puntata, ri-riassumiamo brevemente gli investimenti, indicando le differenze con l’accordo precedente.

INVESTIMENTI PRIVATI (in milioni di euro)
2007 2010 Intervento
€ 303.000 Ristrutturazione Casinò
€ 16.500.000 € 10.000.000 Ristrutturazione e ampliamento l’Hotel Milano (di proprietà del privato)
€ 30.000.000 Nuovo Hotel Terme (di proprietà del privato)
€ 46.000.000 € 50.000.000 Insediamenti vari terziario/commerciale/residenziale  (di proprietà del privato)

Costruzione Ostello studenti (di proprietà del privato) da affittare alla regione

€ 4.000.000 Parcheggi in zona Centro Termale (privati ad uso pubblico)
€ 150.000 Ampliamento Istituto Alberghiero
€    600.000 Progettazione dell’intervento di consolidamento del Grand Hotel
€ 15.900.000 € 22.350.000

+€ 2.500.000

Ripristino e riabilitazione del Grand Hotel (subordinato alla conclusione della fase 2 di investimento pubblico)

+ sistemazione e riqualificazione annesssi Parcheggio multipiano e Parco abetaia

€  2.400.000 € 2.400.000 Recupero dell’Hotel Vetta
€ 12.000.000 € 13.000.000 Costruzione del complesso residenziale Paradiso/Vetta
€ 50.000       € 50.000 Studio di fattibilità ripristino Funicolare
€ 200.000 Studio di fattibilità recupero Grand Hotel e Parcheggio Multipiano

 

INVESTIMENTI PUBBLICI
2007 2010 Intervento
€   3.000.000 € 6.575.000 Ristrutturazione Casinò
€ 13.000.000 (compreso parcheggio) € 16.000.000 (escluso parcheggio) Nuovo Centro Termale realizzato dal privato
€   1.500.000 € 1.500.000 Ampliamento Istituto Alberghiero
€  1.750.000 € 2.965.000 Ripristino Grand Hotel (facciate, tetto, messa in sicurezza, adeguamento strutturale)
€ 7.500.000 € 18.650.000 Ripristino Grand Hotel (seconda fase – da reperire)
€  4.000.000 € 4.670.000 Ripristino Funicolare e Parco Turistico Sportivo (da reperire)
€ 90.000 intervento zona Vetta (recupero Grotte del Sogno)
€  5.000.000 € 5.434.000 Interventi di infrastrutturazione e risanamento Vetta, Aplecchio, Paradiso e Grand Hotel
€  2.500.000 € 2.900.000 Opere di urbanizzazione primaria e secondaria afferenti agli interventi privati

Puntata precedente: Accordo di Programma 2007

A presto con la prossima puntata: Seconda Integrazione (2012)

Richelmo Giupponi

adp 2007

L’accordo di programma – Parte 1

Introduzione

Questo settembre è un mese importante per San Pellegrino Terme: ci sono infatti tre scadenze riguardanti l’Albergo Vetta, il Paradiso e le Terme Curative che sono tasselli importantissimi nel piano di rilancio turistico del nostro paese.
Prima di dire la nostra sulla situazione attuale, cogliamo l’occasione per “ripassare” un po’ il percorso iniziato un decennio fa e che ha portato fino a qui, cercando di lasciar perdere i titoli di giornale ma basandoci sui documenti ufficiali e limitando al minimo i commenti personali.

I documenti ai quali facciamo riferimento sono l’Accordo di Programma del 2007, con le integrazioni del 2010, 2013 e 2016 e il Piano di Recupero degli immobili interessati dall’attuazione dell’Accordo di Programma e le sue due varianti.

L’Accordo di Programma del 2007

L’Accordo di Programma originale risale al 2007. E’ un accordo tra regione Lombardia, provincia di Bergamo, comune di San Pellegrino Terme e due società: Sviluppo San Pellegrino s.r.l. (Antonio Percassi) e San Pellegrino Corporation s.r.l. (Gianluca Spinelli). Ricordiamo che negli anni a seguire ci sono state tre integrazioni per cui gli accordi in vigore oggi sono differenti. Risulta comunque interessante cercare di ricostruire passaggi che hanno portato alla situazione attuale, anche solo per i più giovani che dieci anni fa non possono aver seguito a fondo perché andavano alle scuole elementari/medie.
Gli obiettivi principali dell’accordo sono “la realizzazione degli interventi di riqualificazione e valorizzazione delle strutture termali per il rilancio turistico, economico e occupazionale di San Pellegrino Terme”.

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