Scuola e sociale

Non ci può essere comunità se il fine di ogni iniziativa non è l’uomo e il suo stare bene insieme agli altri: l’educazione a una cittadinanza consapevole e rispettosa delle differenze è infatti il fondamento della vita sociale e il motore di qualsiasi attività di valorizzazione e promozione del territorio. Per questo motivo consideriamo essenziale investire nella cultura, nella formazione e nell’educazione dei nostri giovani, e insieme promuovere progetti di sostegno alle fasce più deboli della popolazione.

Con questa premessa, in ambito sociale si intende valorizzare ed ottimizzare quanto già esistente ma al contempo proporre un’amministrazione che sia sensibile, attenta e concentrata rispetto:

  1. Alla lettura dei bisogni e al costante monitoraggio degli stessi, tramite il coinvolgimento dei soggetti che all’interno della comunità intervengono nel sociale, creando una rete che favorisca la sussidiarietà orizzontale e che sia di supporto alla commissione “Servizi Sociali”: i diversi soggetti (comune, parrocchia, associazioni, scuola, no profit, privato, ecc..) cooperano per farsi carico del disagio intercettando precocemente i bisogni e concertando soluzioni mirate.
  2. Alla programmazione di risposte adatte al sostegno delle persone in situazione di fragilità non solo in ottica riparativa ma anche preventiva, promuovendo occasioni di solidarietà e socializzazione anche per favorire fortemente la diffusione della cultura di inclusione. È fondamentale considerare i soggetti in difficoltà (anziani, minori, disabili e persone affette da dipendenze) come risorse per la comunità e non solo come portatori di problemi. Per questo riteniamo significativo:
    1. realizzare iniziative come laboratori creativi, orti sociali e altri momenti d’incontro che favoriscano lo scambio di conoscenze ed esperienze fra generazioni in modo che le   competenze dell’uno diventino patrimonio dell’altro (gli anziani insegnano ai giovani       piccole riparazioni e i giovani contraccambiano insegnando l’utilizzo di nuove tecnologie).
    2. creare occasioni d’incontro/confronto fra i soggetti che accompagnano i disabili e momenti di sollievo per i genitori.
    3. avviare processi di mediazione con privati e agenzie immobiliari cercando di individuare sul territorio unità abitative conformi alle esigenze delle persone disabili.
  1. Alla promozione di servizi gestiti in ottica sovra comunale col fine di ottimizzare le risorse ed evitare sprechi, riducendo nel contempo la disomogeneità territoriale vallare.
  2. Alla diffusione di informazioni aggiornate a puntuali riguardanti l’accesso ai servizi e le opportunità a sostegno della fragilità collegando in rete i vari sportelli in modo che possano scambiarsi dati ed essere così in grado di orientare il cittadino facilitando la soddisfazione delle sue esigenze.
  3. All’inserimento lavorativo protetto per i giovani con disabilità, in gestione diretta o in collaborazione con altre strutture.
  4. Alla realizzazione di baby pit-stop, ovvero di un ambiente protetto e fornito del necessario, in cui le mamme si sentano a proprio agio per allattare e provvedere al cambio del loro bambino.
  5. Allo studio di fattibilità attorno a due possibili sperimentazioni inerenti gli anziani: mini alloggi protetti e “badante in comune”.

 

In ambito scolastico è indispensabile formulare una politica di lungo respiro, che non sia fatta di interventi estemporanei e occasionali, ma che diventi espressione di un progetto che possa guardare al domani nella certezza che “senza istruzione non c’è futuro”.

Bisogna  riportare nel presente l’Istituto Comprensivo modernizzandolo sotto diversi aspetti e stimolando un concorso di intenti tra pubblico e privato che preveda di:

  1. Affiancare la Scuola nella progettazione di iniziative di potenziamento dell’offerta formativa con gli attori privati del territorio (ad esempio, stringendo partnership con aziende locali per portare i loro esperti in classe a tenere lezioni su tematiche di settore).
  2. Sensibilizzare i privati a investire in una scuola migliore.
  3. Realizzare una rete wifi – prerequisito ormai irrinunciabile per la didattica – affinché i ragazzi si possano connettere anche coi loro dispositivi.
  4. Attrezzare ogni aula con LIM (Lavagna Interattiva Multimediale).
  5. Rinnovare e potenziare le aule dedicate alle materie pratiche (arte, musica, tecnica), e mantenerle costantemente aggiornate nel tempo.
  6. Ripensare lo spazio scolastico sulla base di un design che garantistica l’inclusività e l’accessibilità per tutti.
  7. Intervenire sull’estetica degli spazi e dell’architettura per costruire nella scuola ambienti che siano sereni e accoglienti.

 

La Scuola Materna Parrocchiale svolge nella nostra comunità un servizio irrinunciabile che va supportato non soltanto e non esclusivamente con un contributo economico, ma anche in altre forme. Intendiamo cioè avviare un dialogo costante con la Direzione per concordare le modalità d’azione di volta in volta migliori: oltre al finanziamento per contenere la retta mensile, potrebbero rivelarsi utili interventi o collaborazioni per la fornitura di mezzi o servizi di vario tipo.

Allo stesso modo, si crede sia giusto sostenere concretamente l’azione educativa della Parrocchia contribuendo al funzionamento dell’Oratorio e delle sue molteplici attività formative (ad esempio: Spazio Compiti, CRE, ecc).

La valorizzazione del territorio parte in primo luogo dalla sua conoscenza, e quindi dalle iniziative per restituirlo a una dimensione a misura d’uomo. Ecco perché si vuole promuovere Pedibus, la carovana di bambini che vanno a scuola tutti insieme a piedi, con l’accompagnamento di due o più adulti autorizzati. Pedibus è un’idea semplice ma dai grandi vantaggi: elimina l’inquinamento delle auto fuori dalla scuola, fa riscoprire il paese ai bambini e li aiuta a diventare più responsabili, contribuisce a migliorare la salute. Si possono ipotizzare tre/quattro linee: Ruspino-Pregalleno, zona Chiesa, Belvedere, Pernazzaro.

Chi meglio del Sindaco e della sua Giunta può insegnare l’educazione civica? Si vuole portare concretamente questa materia in classe andando a scuola a far lezione, ospitando i bambini in Comune, invitandoli ad assistere a un Consiglio Comunale o ad altre iniziative istituzionali, oppure organizzando eventi ad hoc (ad esempio, un Consiglio Comunale con un OdG pensato per i più piccoli).