Ringraziamenti

E’ abitudine che, dopo le competizioni elettorali, tutti si dichiarino, in un modo o nell’altro, vincitori.

Non è questo il caso: abbiamo perso – comunque a testa alta – ma abbiamo perso, e auguriamo all’amministrazione entrante di poter lavorare al meglio per il nostro paese.

Come abbiamo più volte detto, cercheremo di dare il nostro contributo facendo una seria opposizione costruttiva, chiudendo la campagna elettorale, auspicando una collaborazione e un dialogo propositivo con l’amministrazione e tenendo sempre a mente che il fine ultimo non è il successo personale, ma è il futuro di San Pellegrino Terme.

Vogliamo esprimere un caloroso ringraziamento per averci sostenuto in queste elezioni e per aver apprezzato il nostro progetto. Più di mille persone ci hanno votato. Per noi è una grande soddisfazione, ma anche una grossa responsabilità. Cercheremo di non deludere chi ci ha dato fiducia e lavoreremo per dimostrare a chi ha scelto di non votarci – forse spaventato dalla nostra inesperienza – che possiamo essere una risorsa importante per il paese.

Uno dei nostri obiettivi sarà quello di lavorare con serietà e massimo impegno per tenere aggiornati e informati i cittadini su quello che succede nel nostro Comune. Crediamo che sia fondamentale coinvolgere tutti nella gestione della Cosa Pubblica, e per questo saremo aperti ad ogni proposta o critica.

Questi cinque anni ci serviranno per acquisire consapevolezza, esperienza, e rafforzare un gruppo che ha già nell’entusiasmo e nella capacità di ascoltarsi e ascoltare le sue doti migliori.

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Marco Polo descrive un ponte, pietra per pietra.
– Ma qual è la pietra che sostiene il ponte? – chiede Kublai Kan.
– Il ponte non è sostenuto da questa o da quella pietra, – risponde Marco, – ma dalla linea dell’arco che esse formano.
Kublai Kan rimase silenzioso, riflettendo. Poi soggiunse: – Perché mi parli delle pietre? È solo dell’arco che mi importa.
Polo risponde: – Senza pietre non c’è arco.
(Italo Calvino)
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Vi aspettiamo al consiglio comunale!

I giovani e il voto

Nel nostro comune diversi ragazzi fra i 18 e i 25 anni non hanno ritirato la tessera elettorale. Questo ci porta a fare una riflessione che va oltre l’interesse in quanto candidati alle elezioni comunali; una riflessione molto più ampia che comprende non solo le elezioni amministrative, ma anche quelle politiche, i referendum e qualunque altra consultazione popolare; una riflessione che perciò va al di là di qualsiasi posizione e orientamento politico.
Votare è un gesto di democrazia, è l’unico modo che il cittadino ha per esprimere la propria opinione, per esercitare il potere che detiene e indicare le persone che ritiene più adatte a rappresentarlo, dal livello comunale fino a quello nazionale ed europeo.
Per questo non votare significa in primo luogo sottrarsi a un proprio dovere, oltre che rinunciare ad esercitare un proprio diritto. Avere 18 anni non vuol dire solo diventare capaci di guidare la macchina, non significa solo aver conquistato una certa maturità, e non è soltanto esigere una maggiore indipendenza. Avere 18 anni significa cominciare ad assumersi determinate responsabilità, come per esempio quella di interessarsi alla vita del proprio paese, per poi allargare sempre di più i propri orizzonti, fino
ad interessarsi della politica nazionale e internazionale.

Se hai 18 anni o più, comincia da un gesto semplice: recati nel tuo comune e richiedi la tessera elettorale. E’ un’operazione che richiede pochi minuti, ma può cambiare il nostro futuro per sempre. Il giorno delle elezioni presentati alle urne con la tua tessera e la carta d’identità: ti verranno date una scheda e l’apposita matita, e dentro l’urna potrai farti sentire con una semplice “X”.

Informati e vota: è un tuo diritto, è un tuo dovere.