Servizi e spazi turistici

Ai fini di una efficace gestione e promozione turistica, appare indispensabile creare un’apposita società a partecipazione pubblica-privata con personale formato e competente, che presieda alla elaborazione delle strategie e alla gestione dell’offerta turistica.

Nonostante San Pellegrino sia immersa nel verde è difficile trovare aree verdi attrezzate o spazi naturali per il relax. La situazione è migliorata con l’apertura al pubblico del parco del Grand Hotel e, si spera, possa ancora migliorare con la realizzazione delle opere comprese nell’Accordo di Programma. Ad oggi, tuttavia, sono praticamente inesistenti gli spazi attrezzati e aree picnic e molte zone andrebbero ripensate. A tal proposito:

  1. Si possono identificare molte aree (pubbliche ma anche private ad uso pubblico) che potrebbero essere sviluppate, sparse in varie zone del paese: il prato di Pernazzaro, alla Vetta, sul fiume Brembo nei pressi del Ponte Vecchio, lungo la valle del Boione, in zona della Baita degli Alpini, in località Piano, in zona Paradiso, in zona Percorso Vita.
  2. Ideale sarebbe poi creare la figura del gestore dei parchi, per la supervisione ed il rispetto delle norme civiche sia nei parchi che sulla pista ciclabile.
  3. Il Percorso Vita necessita di un ampio progetto di recupero e di manutenzione, che comprenda anche l’area verde circostante, in modo da rendere la risorsa utilizzabile tutto l’anno da più fasce di popolazione. Sarebbe necessario illuminare alcuni tratti, inserire il percorso in un progetto educativo-ambientale e  attrezzare zone per il pic-nic .
  4. La pista ciclopedonale è da valorizzare con un’adeguata segnaletica, creando interconnessioni a punti di interesse turistico-ricreativo e inserendo zone attrezzate lungo il percorso. Altro intervento possibile è la creazione di un idoneo collegamento fra l’abitato di Ruspino e la pista ciclabile rivedendo le modalità di accesso al ponte di ferro. In vari punti, poi, occorre intervenire per evitare il più possibile zone di pericolo data la promiscuità tra la pista ciclabile e la sede stradale (vedi tratto di Pregalleno). L’intervento tuttavia con maggiori effetti sarebbe quello di strutturare un punto di noleggio bici/rollerblade, ben attrezzato anche per le esigenze delle famiglie (ideale sarebbe presso ex stazione ferroviaria di piazza Rosmini). La struttura potrebbe anche gestire, lungo il percorso, dei Punti Meccanico, che rendono disponibile l’attrezzatura di base per le operazioni più comuni di riparazione delle biciclette (forature, problemi alla catena, ecc.) o anche l’assistenza a chiamata.
  5. Pensare nuove passeggiate, pianeggianti e accessibili a tutti, in altre zone del paese, magari nelle stesse zone dove sono previste, nel Piano di Recupero, nuove strutture turistiche. In zona Vetta si potrebbe perfezionare e attrezzare un percorso ad anello (già esistente) che, partendo dalla Vetta, percorra la Valle del Boione e passi per le Grotte del Sogno.
  6. Valorizzare i percorsi pedonali provvedendo alla sistemazione dei sentieri deteriorati e agendo in particolare su due direttrici specifiche: recupero delle vecchie mulattiere di collegamento alle frazioni (mulattiera per Santa Croce, mulattiera per Frasnito, mulattiera Alino-Ca Boffelli) e dei percorsi – non troppo impegnativi ma suggestivi – in prossimità di corsi d’acqua: lungo il fiume Brembo verso San Giovanni, lungo la Valle degli Zocchi fino alla cascata detta “Pisarota”, lungo la Valle Boione.
  7. Valorizzare il fiume dal punto di vista turistico: sempre tenendo conto di vincoli paesaggistici, si potrebbero realizzare, almeno in alcuni punti, passeggiate lungo i lati del Brembo. Un altro semplice intervento sarebbe la realizzazione di zone di attracco attrezzate (magari con spogliatoi e docce) per i canoisti, in modo da promuovere e incentivare questo sport dal forte richiamo turistico.
  8. Uniformare la segnaletica turistica e i vari cartelli informativi in paese e nei dintorni. La segnaletica va predisposta in almeno due lingue.

Linee di indirizzo

Il gruppo SORGENTE intende perseguire, oltre ai bisogni amministrativi contingenti e fondamentali, una visione a lungo termine che possa garantire alla gente di San Pellegrino Terme condizioni di vita sempre più favorevoli e serene. Oltre all’attenzione per i servizi rivolti alla persona – che non dovranno mai venire meno – prioritaria sarà la questione del lavoro e delle opportunità che, secondo noi, passano attraverso un approccio illuminato alla logica del turismo.

Sarà necessario perseguire con determinazione una sinergia con le zone produttive e ricettive delle municipalità confinanti contribuendo a realizzare un vero e proprio “Sistema Valle Brembana”. Bisognerà riflettere su una strategia organica che sappia includere sviluppo e sostenibilità ambientale, legandole al tema dell’accessibilità e del rispetto del territorio montano. Il fattore comune dovrà essere la qualità messa a disposizione: sia per un’ampia gamma di possibilità d’intrattenimento, mobilità e dinamismo per i segmenti più attivi del mercato (giovani e famiglie); sia per una serie di attività di rigenerazione dirette alla clientela più anziana, come la valorizzazione della cultura, dell’enogastronomia e delle tradizioni locali. Non solo termalismo e sala da gioco quindi, ma un’offerta globale ampia e diffusa.

Se si vuole che a San Pellegrino Terme e nella Valle Brembana venga mantenuto un adeguato presidio umano che ne tuteli il valore per l’intera comunità, bisogna garantire opportunità di lavoro nonché la copertura e la qualità dei servizi pubblici (sanità e istruzione) e delle prestazioni che assicurino diritti sociali e civili ai cittadini e alle imprese.